Racconti · Riflessioni "di campagna"

Re Artù e il viaggio nel tempo (I parte)

King

Camelot, 502 d.C.

Re Artù chiese al mago Merlino di poter essere trasportato nel terzo millennio per vedere cosa sarebbe successo del mondo.
Il vecchio mago tentò in tutti i modi di dissuadere il sovrano adducendo il fatto che neanche lui aveva mai osato tanto, per timore di finire in epoche buie dalle quali sarebbe stato impossibile ritornare.
– Poco male! Se dovesse capitare, mio nipote Mordred sarà il nuovo Re. Ci vediamo domani alla grotta del tempo!
Così in due battute, Artù liquidò il mago e consigliere, di cui spesso non accettava i consigli.
Si ritrovarono all’alba all’ingresso della grotta che il mago utilizzava per le sue incursioni nell’immediato futuro nelle quali reperiva le informazioni necessarie per indirizzare al meglio il corso degli eventi del regno di Camelot.
La fronte del vecchio era corrugata in una comprensibile espressione di disagio e disappunto. La sua fedeltà al re, però, gli faceva mettere in secondo piano anche le più concrete perplessità per una scelta che non si sentiva di avallare in alcun modo.

Artù si presentò vestito di tutto punto con l’armatura e la spada.
Siamo pronti?
Sire, tutto è pronto. Ma non ritiene più opportuno ripensare questa, a parer mio, azzardata decisione?
Alzando un po’ i toni della discussione, Merlino pensava potesse sortire un’ultimo ripensamento da parte di Artù, invece non fece altro che confermare la sua volontà.
“Sono pronto, Merlino, non ci sarà nulla che mi farà recedere dall’attuare questo mio disegno. Procediamo!”, disse con tono spazientito il Re.
“Bene”, disse Merlino consegnandogli due ampolle di vetro, “non appena la Vostra Maestà arriverà a destinazione dovrà bere il contenuto della prima ampolla, è un liquido magico che vi permetterà di apprendere in pochi istanti la lingua e le usanze della civiltà in cui si troverà, così da non destare troppi sospetti. La seconda, invece, serve per il rientro. Vostra Maestà tenga a mente che potrà farne uso solamente se e quando si presenterà al medesimo orario con la stessa luna, nel luogo in cui arriverà”.
“Perfetto!”, esclamò Artù conservando nella bisaccia le due preziose ampolle. E, con passo lesto si incamminò verso l’ingresso della grotta. Un ape, ronzando, si poggiò sull’armatura e si nascose tra le maglie della cotta metallica. Passo dopo passo anche l’ombra scomparve come inghiottita dalle tenebre dell’anfratto. Merlino tirò un sospiro e, voltando le spalle, vide correre ansimando Cabal, il cane del Re che si dirigeva come un ossesso verso l’imboccatura della grotta. Aveva, infatti, fiutato le tracce del suo padrone e avrebbe voluto raggiungerlo. Il vecchio mago tentò di spaventarlo con il bastone, ma il cane agilmente lo schivò e continuò la sua corsa scomparendo nel buio della grotta.
“Amen!” – pensò il mago – “almeno Artù non sarà da solo…” e si incamminò per fare ritorno alla sua dimora.

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5 risposte a "Re Artù e il viaggio nel tempo (I parte)"

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