Racconti

Inquietanti presenze

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“Quando deciderai di dirglielo?”
Giulio sentì un tuffo al cuore, non credeva alle sue orecchie.
“Si, hai sentito bene. Allora, ti sembra ancora il caso di aspettare?”.
Un fremito di terrore lo colse. Era solo in casa da qualche ora, ne era certo, da dove veniva quella voce? Fece mente locale e pensò se altre volte gli fosse capitato qualcosa di simile. Ma per quanto si sforzasse, non riusciva a ricordare nulla. Eppure ne era certo, lui quella voce l’aveva sentita chiaramente.
Si fermò un istante e trattenne il respiro. La casa era nell’ombra e lui si sentiva quasi paralizzato.
“Ti sembra possibile continuare ancora in questa commedia? Non sarebbe ora di smetterla?”.
Ecco, adesso non c’erano più dubbi. Qualcuno stava parlando con lui, qualcuno che sapeva e che lo osservava. Non era solo in casa, e questo lo spaventava parecchio. Il fatto, poi, che la voce misteriosa sapesse quel suo segreto lo faceva letteralmente terrorizzare.
Come aveva saputo? Forse lo aveva osservato da tempo. E perché stava parlando solo adesso? Forse si era tradito qualche volta.
Di certo gli eventi degli ultimi giorni avevano cambiato qualcosa nei suoi comportamenti. La voce misteriosa se n’era accorta e adesso era uscita allo scoperto.
Si rivolse verso il luogo da cui gli sembrava provenire il suono e si fermò. L’attesa non fu lunga: “Basta! devi farlo adesso, altrimenti sarà troppo tardi. Non è possibile non prendere questa decisione alla tua età. Non hai alternative.”
Giulio non capì se stava tremando di più perché era stato scoperto in quel suo terribile combattimento interiore o perché si era reso conto che la voce misteriosa proveniva dalla testa dell’alce impagliata sopra il caminetto. Una forma mai provata di terrore misto ad eccitazione si impadronì di lui e non riuscì a trattenersi.
In quel momento la porta si aprì e un filo di luce entrò nella stanza buia. Giulio capì e corse, lasciando sul pavimento ad ogni passo i segni della paura. Si precipitò verso l’ingresso di casa.
Inspirò tutta l’aria che i polmoni gli consentivano di contenere, si fece forza e gridò: “M-amma, tieni il ciuccio, avevi ragione tu, non ne ho più bisogno. Ormai sono grande!”.

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17 risposte a "Inquietanti presenze"

  1. Bè come vedi sono già qua per ricambiare la visita. Ed ho letto con piacere il tuo racconto il cui finale è senza dubbio un’ottima trovata. Ben strutturato con un crescendo d’ inquietudine davvero che polarizza l’attenzione. Bravo. Isabella

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      1. Qui bisogna puntualizzare. Non sono competente quanto mi piace lo scrivere bene e leggere pezzi che valgono mi fa felice. Scrivo solo da qualche anno, mi piace e qui ho trovato tanti amici che per fortuna mi leggono, così pare, volentieri. Di questo sono molto contenta. Di raccontini brevi ne ho scritti pochi ma sembrano , ripeto essere piaciuti. Mi diverte scrivere ma finora ho scritto più poesie che altro. Vedremo come finirà questa mia ”abilità” nello scrivere. Scherzo eh…Grazie comunque per la stima. Un abbraccio. Isabella

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