I colori del volo

Se solo si potesse descrivere l’ebbrezza del volo, di certo si userebbero i colori e le note. Si, perché ogni sfumatura di colori ti attraversa da quando, al rullare sulla pista, vedi la terra attorno a te allontanarsi velocemente: prima in un moto orizzontale e poi staccandosi nel cielo distingui la diagonale del suolo che si unisce al cielo colorato nei toni dell’azzurro, del bianco dei nembi che diventano grigi ed eterei nell’attraversarli; dal rosso del tramonto a quell’assenza di ogni colore che comunemente chiamiamo buio. Fino a quando in lontananza scorgi come puntini lontani le stelle, solo che sono in basso e non in alto e capisci che sono le luci delle città che stai sorvolando che poi, pian pianino, toccando nuovamente terra, assumono si connotati giallastri delle luci della notte.

E poi i suoni, rumori per lo più: assordanti al decollo; caleidoscopici durante la crociera che portano con se come nelle più impensabili composizioni musicali un’alternanza di note diverse tra loro, una disconnessa armonia che raccoglie le vite e le storie di tutti i passeggeri che condividono la tua esperienza: dal pianto dei bimbi, al pot pourri di lingue parlate, ai litigi, alle speranze, alle risate. Suoni, musicalmente cacofonici, ma meravigliosamente intrecciati tra loro al sottofondo dell’aria che scorre carezzando i finestrini. Fino alla voce metallica e gracchiante del comandante preceduta da un argentino “la” troppo perfetto per non attirare l’attenzione, voce che annuncia l’imminente arrivo alla meta e qui quell’attimo di assenza di suoni nell’istante prima di quello in cui l’aereo tocca il suolo. È come se tutti i suoni si concentrassero in quel punto, equilibrando le loro forze in un silenzio che non è assenza ma la somma di tutto ciò che c’era un momento prima per concludersi con il tonfo sordo delle ruote che toccano il suolo e la stridente frenata sull’asfalto dell’uccello di ferro che come un novello Icaro ci ha fatto sperimentare che, a dispetto dell’antenato mitologico, oggi l’uomo può. Può (quasi) tutto ciò che vuole ma non capisce e non riesce a dare armonia al progresso. Anche se tutto attorno a te può essere musica e colori.

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